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La Scuola Superiore e le 5 ragioni da non considerare per sceglierla

Sei soddisfatto dell’indirizzo scolastico scelto a 14 anni? Potendo tornare indietro lo rifaresti? O sceglieresti un altro corso, un’altra scuola?

Queste sono solo alcune delle domande esplicite e talvolta scomode rivolte ad oltre 40mila diplomati delle scuole superiori italiane le cui risposte, parzialmente sorprendenti, sono state raccolte in un’analisi dal consorzio Alma Diploma e sono state illustrate il 14 dicembre scorso a Roma durante il XIV Convegno Nazionale Alma Diploma dal titolo evocativo “Orientamento e dis-orientamento”.

Il quadro che esce fuori dall’indagine sulla scelta della scuola superiore dipinge una sorta di pentimento collettivo e generalizzato degli studenti, più accentuato per coloro che hanno frequentato le scuole professionali o tecniche, ma ugualmente rilevante anche per i diplomati dei licei. 

Quanti sono allora i pentiti della scelta scolastica effettuata a 14 anni?

Quasi la metà degli allievi.
È infatti ben il 47% degli intervistati che dichiara che, se potesse tornare indietro ai tempi dell’iscrizione alla scuola superiore, cambierebbe indirizzo e/o scuola.

Nello specifico, il 13% ripeterebbe lo stesso corso ma in un’altra scuola, l’8% sceglierebbe un altro indirizzo nella stessa scuola e il 26% cambierebbe sia indirizzo di studi che scuola.

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Le altre informazioni che ci rilascia l’indagine sono che la quota dei diplomati che cambierebbe corso e/o scuola in realtà risulta abbastanza omogenea, più elevata tra gli allievi dei professionali (52%), seguiti dai tecnici (48%) e dai liceali (45%).

Le motivazioni principali del cambiamento sono tre:

  • il 41% lo farebbe per studiare materie diverse,
  • il 20% per compiere studi che preparino meglio al mondo del lavoro,
  • il 16% per compiere studi più adatti in vista del successivo percorso universitario.

La metà dei diplomati prodotti dal sistema scolastico italiano è PENTITA della scuola scelta ed ha trascorso 5 anni della propria vita in un ambiente in cui non sarebbe voluto stare e studiando materie che non avrebbe voluto studiare!!
Quali risultati scolastici possono scaturire da una situazione di questo tipo? Quelli fotografati da anni dal test PISA (Programme for International Student Assessment), una indagine internazionale promossa dall'OCSE nata con lo scopo di valutare con periodicità triennale il livello di istruzione degli adolescenti dei principali paesi industrializzati, e che vedono i 15enni italiani classificarsi al 34esimo posto su 35 tra i paesi OCSE. 

Si tratta di dati allarmanti la cui importanza è incredibilmente ed irresponsabilmente sottovalutata da istituzioni, scuole, insegnanti e genitori.

Altrettanto sottovalutati sono i costi connessi a tali dati che ricadono sulle famiglie ed in generale sul sistema paese. Quanto costano questi 5 anni trascorsi controvoglia sui banchi e quindi con risultati non esaltanti? Quanto costano le ripetizioni ed il ritardo che ci si porta dietro all’università? Quanto costa laurearsi 1, 2 o più anni fuori corso?

È necessario far aumentare la consapevolezza nei ragazzi, negli insegnanti e nei genitori perché scegliere la strada giusta già in uscita dalle scuole medie incide non solo sulle performance scolastiche ma anche e soprattutto sulla felicità dell’allievo e, in ultima analisi, sul successo del suo futuro universitario o professionale.

L’orientamento scolastico “è una cosa serissima” e molto spesso, duole registrarlo, sono i genitori a non averne la dovuta consapevolezza.

Certamente le scuole hanno il non facile compito di impegnarsi maggiormente nelle attività di orientamento, attraverso l’intensificazione e il potenziamento delle politiche di educazione alla scelta, soprattutto quelle che accompagnano la delicata transizione tra primo e secondo ciclo di istruzione e che non possono ridursi ad un elenco più o meno approfondito delle opzioni disponibili.

Uno strumento valido ai fini della scelta è inoltre la sperimentazione. Provare, laddove possibile, qualche ora o mattinata di lezione della futura scuola superiore è sicuramente la miglior strada per comprendere se l’indirizzo, i docenti e la struttura scelta rispecchino, almeno a prima vista, le aspettative e le inclinazioni dell’allievo. 
Se da una parte solo il vissuto può dare le risposte finali, dall’altra parte alcuni accorgimenti basilari possono essere d’aiuto e consentono di evitare gli errori più frequenti che portano ad una scelta sul momento considerata vincente e che invece, nel lungo periodo, potrebbe rivelarsi fallimentare.

Quali sono quindi le 5 ragioni per cui NON scegliere la scuola superiore?

1 Amici.

Non si sceglie la scuola superiore perché ci vanno gli amici delle scuole medie. Anche frequentando scuole diverse si possono mantenere splendidi rapporti con i propri compagni delle medie, anzi ci saranno maggiori esperienze da raccontarsi e condividere, oltre al fatto che inserirsi in una classe dove non c’è già un gruppo precostituito di amici rende la socializzazione più semplice. 

2 Amore.

Come per gli amici, non si sceglie la scuola perché è quella frequentata dal ragazzino o ragazzina che piace in quel momento. Un innamoramento potrebbe finire e magari velocemente mentre la scuola superiore occupa in maniera totalizzante sicuramente i successivi 5 anni (per il Liceo Internazionale Quadriennale 4 anni) influenzando inoltre anche gli anni successivi.

3 Familiarità.

Il fatto che un fratello, una sorella o un cugino abbiano scelto quell’indirizzo scolastico e quella struttura e si siano trovati bene, non è un buon motivo per non valutare o scegliere altre strade. Ogni persona è diversa e unica e deve trovare la propria strada, non quella di altri.

4 Comodità.

Non si sceglie la scuola più vicina solo per dormire mezz’ora o un’ora in più la mattina o perché è di strada per i genitori quando vanno al lavoro. Quell’ora è un tempo che si perderà, e in modo più che proporzionale, nel portare avanti con fatica l’impegno verso un indirizzo non adatto ai propri interessi o indole.

5 Moda

Per gli stessi motivi analizzati precedentemente, non si sceglie la scuola superiore perché “va di moda” o perché tutti vanno li. Le mode passano, la scuola superiore frequentata resta invece quella, per tutta la vita.

In sintesi, la scelta dell’indirizzo scolastico è un momento delicato e rilevante su cui si gioca il futuro rendimento scolastico ma anche la serenità dello studente e della famiglia.

È una scelta che pervade alcuni anni di vita e ne influenza i successivi.

È una scelta per cui vale la pena prendersi tempo, valutare diverse opzioni, e riflettere il più possibile in modo libero e non condizionato, al fine di non rientrare, dopo qualche anno, in quel 47% di studenti che, potendo tornare indietro, cambierebbero la scelta effettuata.