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Linea pedagogica

Linea pedagogica

Il Cucciolo, nato come struttura di servizio socio-educativo della Prima Infanzia, si sta costantemente rinnovando, forte di una radicata cultura dedita alla cura, allo sviluppo del bambino, alla formazione e alla crescita professionale delle educatrici.

La nostra Scuola dell’Infanzia (Materna) è paritaria con Decreto Ministeriale del Ministero della Pubblica Istruzione n°12 del 27/11/2007; ciò significa che la Scuola dell’Infanzia il Cucciolo è inserita nel sistema nazionale d’istruzione con le scuole statali, assolvendo assieme al servizio pubblico.

Uno dei nostri obiettivi è quello di offrire una scuola materna, un servizio per l’Infanzia, di qualità, caratterizzato dalla massima disponibilità e da orari flessibili capaci di incontrare e soddisfare i bisogni delle famiglie. Abbiamo creato un luogo di sviluppo del bambino nel rispetto dei suoi naturali processi di apprendimento. Un luogo pensato ed organizzato per educare creando ambienti ed occasioni per apprendere, dove i bambini possano fare esperienza e tirare fuori le loro capacità e abilità, dove vengano valorizzate le potenzialità di ciascuno senza alcuna discriminazione, nel rispetto della centralità del bambino.

In tale ambiente gioca un ruolo importante l'apprendimento della lingua inglese immerso nelle attività ludiche e guidato da maestre madrelingua.

La Linea Pedagogica della SCUOLA DELL'INFANZIA (materna) è basata sul metodo John Dewey, secondo il quale "we learn what we live" (impariamo quello che viviamo) metodo centrato sul bambino, sulla sua individualità ed autonomia, sulla sua capacità di apprendere dall’esperienza manuale-creativa.

L’obiettivo primario è quello di offrire una struttura amabile dove stiano bene bambini, famiglie ed educatori; dove lo scopo dell’insegnamento non è produrre apprendimento, ma produrre condizioni di apprendimento. È fondamentale apprendere insieme ai bambini e che essi diano forma all'esperienza.

L'obiettivo è quello di stimolare la gioia e l’emozione della scoperta, lo stupore, l’attenzione e la curiosità verso le piccole cose, una maggior fiducia nella propria intelligenza, la voglia di imparare e di sperimentarsi, il sentirsi protagonisti; tutto questo rispettando i tempi di maturazione, dello sviluppo e delle molteplici capacità infantili.

Il nostro progetto didattico considera il bambino come protagonista e competente e l’adulto spesso non impone le varie attività, ma lascia spazio all’iniziativa dei bambini.

La Scuola dell’Infanzia Il Cucciolo accoglie bambini che compiono 3 anni entro il 30 aprile e si propone di raggiungere e rispettare i seguenti criteri che offrono un ottimo servizio:

  • offrire ai bambini un luogo di relazioni serene ed equilibrate, di cura, di formazione e di socializzazione nella prospettiva del loro benessere psico-fisico e dello sviluppo delle loro potenzialità affettive e relazionali;
  • possedere risorse umane di qualità, quindi educatrici con competenze professionali, che garantiscano la stabilità affettiva in un contesto diverso da quello familiare e con il compito di sviluppare i diversi laboratori;
  • essere ben organizzati, consentendo la sperimentazione di nuovi modelli educativi;
  • disponibilità verso i genitori, permettendo che la struttura diventi luogo di confronto, con forme di alta partecipazione degli stessi.

Il metodo, condiviso dal Team del Cucciolo, parte dal presupposto che il bambino, dotato di forti potenzialità e capacità, è al centro del processo educativo e viene sollecitato a esprimere il “sé” lasciando una propria traccia.

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La Scuola dell'Infanzia accoglie bambini che compiono 3 anni entro il 30 aprile.

Settembre è un mese di grandi cambiamenti per chi ha un bimbo attorno ai tre anni: inizia la scuola dell’infanzia.

L’inserimento alla scuola dell’infanzia rappresenta un passaggio importante per ogni bimbo verso l’autonomia e la socializzazione. Inoltre segna spesso la sua prima ufficiale separazione dalla famiglia. Ecco tanti consigli ai genitori per vivere bene il cambiamento.

1 - Ho fiducia nelle capacità di mio figlio.

“Le mamme che affrontano il primo distacco (di bambini che non sono mai andati al nido, ndr) si fanno tantissime domande: il bimbo riuscirà a farsi capire? I suoi bisogni saranno soddisfatti? Sarà in grado di mangiare da solo e andare in bagno? La mia risposta è sicuramente sì!”

Per vivere serenamente questa nuova avventura, è molto importante “avere fiducia nelle capacità del bimbo, anche quando agli occhi della mamma appare fragile e indifeso”.

Qualche timore continuano ad averlo anche i genitori con figli che hanno già frequentato il nido. “In questo caso, la preoccupazione principale riguarda le difficoltà che potrebbero sorgere per il cambio di scuola e di compagni . Ma i bimbi che hanno vissuto l'esperienza del nido, in molti casi, sapranno stupire mamma e papà per la facilità di adattamento... Al nido è infatti già stato completato quel processo di 'scolarizzazione' che prevede l'interiorizzazione di norme e regole, tipiche di ogni comunità scolastica”.

2 - Ascolto entusiasta i suoi racconti…

“A scuola i bimbi più piccini sono perfettamente in grado di badare a se stessi poiché apprendono in modo veloce osservando i compagni. E poi, accolgono gli stimoli graduali proposti dalla maestra. Al loro rientro a casa - mostratevi entusiaste dei suoi racconti e partecipate con gioia alle sue piccole grandi scoperte”.

3 - … e lo incoraggio con un sorriso.

Per un buon inserimento nella scuola dell'infanzia, c'è un piccolo 'trucco', che vale per tutti i bimbi, quelli al primo distacco e i 'veterani' del nido: “Incoraggiarli, sempre, sorridendo, un sorriso conta più di mille parole e dice 'va tutto bene piccolo mio'".

4 - Evito i paragoni con gli altri bimbi.

L'ingresso alla scuola dell'infanzia è un'esperienza nuova e 'forte', da un punto di vista emotivo e relazionale per ogni bambino. Ciò significa che può anche generare qualche difficoltà. Occorre, quindi, non dare nulla per scontato ed essere pronti ad affrontare eventuali problemi senza ansia.

“Ogni bambino ha i suoi ritmi, e anche chi ha già frequentato il nido si trova a sperimentare una situazione diversa – dice la psicologa e psicoterapeuta Erica Volpi, specializzata nel sostegno alla genitorialità -. Di conseguenza, non è affatto così matematico che si adegui in modo veloce.

Per questo, è fondamentale che il genitore riconosca le caratteristiche e la personalità del figlio evitando qualsiasi paragone con altri bimbi, questo è sempre scorretto”.

C'è, per esempio, chi si butta subito nel gioco, già nei primi momenti dell'inserimento, e chi, invece, sta un po' in disparte, osserva ed esplora, dentro e fuori di sé, l'ambiente, gli spazi, gli adulti e gli altri bimbi. "Non è un segnale che il piccolo non si stia inserendo bene rispetto a coloro che hanno mostrato un maggiore entusiasmo iniziale”, spiega la psicologa.

5 - Mi faccio raccontare la giornata…

“In questa fase, è molto importante invitare il bimbo a parlare, in generale, di tutti gli aspetti della sua giornata. È opportuno chiedere a quali attività si è dedicato, come è andata, se si è trovato bene con un compagno in particolare o se si è arrabbiato... “

6 - … e evito troppe domande sul cibo.

“Non è bene solo domandare 50 volte cosa e quanto ha mangiato: a scuola non si va per mangiare! Purtroppo, questo atteggiamento è molto diffuso ma trasmette al bimbo un messaggio sbagliato, svilisce il valore della scuola. Occorre, invece, far capire al bambino che sta vivendo un'esperienza significativa: non dimentichiamo che proprio in questi anni si gettano le basi delle capacità relazionali”.

7 - Lo aiuto a comunicare le sue emozioni.

Per favorire l'inserimento a scuola del bimbo (e anche superata la prima fase), oltre a chiedere al bimbo le sue opinioni, è fondamentale che il genitore lo aiuti a comunicare i suoi sentimenti. “Se nessuno dà un nome alle emozioni, il piccolo non può imparare a esprimerle, per questo è importante aiutarlo a decodificarle - 'Come ti senti oggi?', 'Ti è piaciuto disegnare?', 'Ti sei divertito?'.

Forse, il bimbo è scontento proprio perché l'attività della giornata non è stata di suo gradimento. Detesta i collage? Bene, in questo caso, il genitore deve riconoscere (tranquillamente) i gusti del figlio che possono essere diversi da quelli di altri compagni di scuola e dai suoi”.

8 - Accolgo il pianto come una reazione normale...

“Il pianto non è di per sé negativo, anzi, ci dice tante cose... Che c'è un attaccamento e ora qualcosa è messo in discussione dalla nuova esperienza; certo esprime un disagio. Personalmente diffido dei bimbi camaleontici che si adattano subito e perfettamente a qualsiasi situazione: è normale opporsi un po' di fronte a una novità.

9 - ... ma se piange non scappo e lo rassicuro

La mamma non deve scappare via se il figlio piange, ma guardarlo negli occhi - il contatto oculare è basilare - e rassicurarlo che tornerà a un determinato orario, quello reale. Le bugie materne, pur se a fin di bene ('Torno tra 10 minuti, non piangere!), creano danni e disorientano molto il bambino, anche da un punto di vista temporale, sostiene la psicologa Volpi.

10 - Non smette di piangere? Saluti, coccole e poi vado via.

“Se il piccolo continua a piangere, a un certo punto, dopo saluti e coccole, bisogna farsi forza e andare via... Non si può restare lì tutto il giorno... Come mamme, dobbiamo accettare i tempi del nostro bambino – che possono non rientrare nei canonici 15 giorni di inserimento - e pensare che piano piano, il piccolo apprezzerà la nuova scuola come parte della 'normale' routine della sua vita”.

11 - Rispetto i tempi dell’inserimento.

Come avviene l’inserimento? In genere, “il primo giorno ci si ferma con lui a giocare o osservare, comunque a partecipare, per un'oretta. Il secondo giorno, l'adulto di riferimento che lo accompagna, saluta e dice che tornerà subito - attenzione, bisogna mantenere sempre le promesse! - Non andate via appena lo vedete distratto e vi sembra sereno, ma salutatelo spiegando che andate un attimo a fare la spesa, e ritornate presto. Il terzo giorno il tempo si allunga. Siate decisi nell'allontanarvi, perché il bimbo sente il vostro timore.

Ricordate che non è il bambino a dire: 'Ciao mamma, buon lavoro ci vediamo dopo!'... In questa fase dell'inserimento (anche se vi pesa un po'), siete voi, con la vostra sensibilità, a decidere per lui”.

12 - Mi informo subito sull’organizzazione della classe.

“Nella scuola dell'infanzia il vostro bambino non avrà una sola maestra di riferimento: in sezione ce ne sono due. Questo aspetto, spesso, destabilizza l'adulto che non sa a chi deve rivolgersi per sapere di più di suo figlio. Quindi consiglio, già dal primo giorno, di chiedere un colloquio individuale per capire l'organizzazione di quella scuola e a chi fare riferimento”

13 - Rispetto le regole della scuola.

Per funzionare bene un'organizzazione ha bisogno di condividere delle regole. Per esempio, è importante essere puntuali o non dare in mano al bimbo piccoli giocattoli che potrebbero essere pericolosi per lui o per gli altri compagni (macchine di ferro, palline e tutti gli oggetti non a norma...).

I genitori dovrebbero capire che il loro bimbo vive tra tanti, come lui, con altri che hanno bisogni diversi dai suoi... Per questo, l'egocentrismo tipico e naturale del loro piccolo si dovrà trasformare in cooperazione. E questo vale anche per la famiglia... Insomma, i genitori che partecipano alle riunioni, organizzano feste, donano oggetti utili (carte, colori, buste, materiali di recupero ecc...), presenti ma rispettosi, collaborativi ma discreti sono molto amati dalle insegnanti.

In sostanza, non dimenticate mai che instaurare un buon clima con la scuola è fondamentale per il benessere di vostro figlio!

14 - Non faccio la mamma chioccia e lo lascio imparare dai suoi errori.

“Non è possibile proteggere sempre i nostri figli, come vorremmo, e forse è giusto che sia così. Dobbiamo dare a loro la possibilità di mettersi in gioco, di sperimentare, di imparare anche attraverso gli errori.

Inevitabili arriveranno anche dei conflitti con una nuova fase, l'ingresso in una nuova scuola, quella dell'infanzia, o il primo distacco dalla famiglia. Ma mi auguro che siano uno stimolo per ricercare nuove forme di collaborazione e apertura. Con la speranza che i piccoli passi di un buon inserimento portino un gran viaggio ricco di conquiste e soddisfazioni...”

L'ambiente scuola dove i bambini passano molte ore non può essere considerato un elemento di sfondo accessorio e secondario ad una serie di attività, ma soggetto protagonista e fondante del progetto pedagogico. Siamo convinte che l’esperienza dei bambini deve avvenire in spazi capaci di restituire senso a quello che fanno nella scuola e connotarla in modo peculiare.

La sezione è l'ambiente nel quale i bambini si muovono, costruiscono, manipolano e trasformano oggetti, nello stesso tempo è un luogo in cui provano una gamma infinita di sentimenti ed emozioni. Occorre quindi pensare alla sezione come luogo in cui i bambini e gli adulti condividono esperienze comuni e personali; lo spazio andrà differenziato e organizzato per rispettare le diverse esigenze dei bambini come quelle di:

  • muoversi;
  • stare bene;
  • stabilire relazioni soddisfacenti;
  • manipolare, esplorare, sperimentare, scoprire, capire...

Le aule sono state progettate come un insieme di angoli ricchi di materiali e di oggetti che i bambini identificano immediatamente per le caratteristiche peculiari che assume ogni angolo.

Gli angoli della sezione fanno riferimento alle diverse attività che orientano il progetto educativo, e precisamente:

  • l’angolo dei travestimenti e del gioco simbolico.
  • L’angolo della lettura.
  • Lo spazio per l’attività grafica.
  • Lo spazio per i giochi da tavolo.