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Quanto conta davvero conoscere l’inglese: la testimonianza della Prof.ssa Cristina Croia.

La Prof.ssa Cristina Croia, la nostra insegnante di Scienze e Matematica della Scuola Media Internazionale, ci ha raccontato la sua esperienza professionale all’estero che inizialmente non è stata priva di difficoltà e ostacoli dovuti al livello di conoscenza della lingua inglese con la quale era uscita dall’università.

“Sono Cristina Croia, sono laureata in Scienze Biologiche e specializzata in Genetica e Biologia Molecolare all’ Università la Sapienza di Roma. Dopo la laurea anno come ricercatrice, ho lavorato un presso la Sapienza di Roma, un anno che mi ha chiarito come, in ambito ricerca scientifica, gli sbocchi lavorativi e le prospettive di carriera in Italia non erano quelli a cui aspiravo durante gli anni di studio.

Sognavo di diventare una ricercatrice di successo e cercavo una struttura che mi offrisse mezzi e fondi per realizzare i miei progetti… insomma volevo qualcosa che l’Italia stentava ad offrirmi.
La scelta è stata quindi obbligata: lasciare il mio paese e cercare un dottorato all’estero che mi avrebbe offerto migliori possibilità.

L’Inghilterra mi sembrava il paese più adatto per iniziare la mia carriera, un paese florido, tutto sommato vicino a casa. Pensavo che la lingua non sarebbe stato un problema e che con il mio livello di inglese me la sarei potuta cavare bene! Purtroppo invece le difficoltà sono state tante, il mio inglese non era del livello richiesto per iniziare un dottorato di ricerca, così ho dovuto darmi da fare tra corsi, esami, conversazioni private, mentre già avevo un lavoro full time. Ho pagato in pieno il prezzo di non aver acquisito una buona padronanza della lingua inglese durante gli anni di studio in Italia.

Fortunatamente i miei sforzi sono stati ripagati e ho vinto una borsa di dottorato all’Università Queen Mary di Londra. A quel punto ho pensato che la strada dell’inglese sarebbe stata in discesa, ed invece è stata ancora una dura salita. Non è stato facile per me fare amicizia quando non hai piena sicurezza della lingua ma soprattutto non è stato facile rapportarsi con i colleghi, seguire un progetto di ricerca, insegnare o presentare il proprio lavoro ad un congresso internazionale!!

Oggi mi ritengo una donna realizzata professionalmente, ho un dottorato di ricerca ottenuto all’Università Queen Mary di Londra, ho lavorato svariati anni come ricercatrice nell’Università inglese, ho numerose pubblicazioni su riviste scientifiche di alto livello, ho presentato I miei lavori in numerosi congressi internazionali, ho scoperto di avere una grande passione per l’insegnamento ed ho anche lavorato come ricercatrice in una grande azienda farmaceutica inglese.

Tutto questo però per me ha avuto un grande prezzo, non solo la fatica di percorrere il mio “percorso scientifico” ma anche quella di costruirmi in autonomia una competenza linguistica adeguata ai contesti a cui aspiravo; sono consapevole che non tutti avrebbero deciso di affrontare le grandi difficoltà dovute alla mancata conoscenza dell’inglese.
Sono assolutamente convinta che dare la possibilità di apprendere l’inglese a partire dall’ infanzia e di consolidarlo in maniera continuativa in una scuola ad impronta internazionale sia tra i più grandi regali che un genitore possa fare ai propri figli. Avere la padronanza di una lingua può essere decisivo nel determinare la futura carriera di un ragazzo.

Oggi sono riuscita a tornare in Italia facendo quello che più mi piace, insegnare e fare ricerca. Sono infatti professoressa di Scienze e Matematica nella Scuola Media Internazionale di Lucca e ricercatrice presso l’Università di Pisa. Sono anche mamma di due bambini che frequentano “Il Cucciolo” alle Scuola Bilingue di Lucca.

Per i miei figli ho scelto di tornare in Italia perché, dopo aver viaggiato tanto, ho capito che il mio paese è uno dei più belli al mondo, ma ho anche scelto di dar loro uno strumento che gli possa garantire un giorno la libertà di scegliere dove vivere e costruire il proprio futuro.