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Tutte le Meraviglie del Cervello Bilingue +1

Da piccola odiavo l’Inglese. In realtà, odiavo le lingue straniere in generale; non ne vedevo l’utilità e mi sembravano solo suoni confusi che non riuscivo a riprodurre. A casa c’era solo l’italiano, e il mio cervello non percepiva la necessità di imparare qualcos’altro. Quindi, perché farlo? Oggi, dopo varie immersioni in culture straniere, sono bilingue, il mio cervello funziona su due canali paralleli e non so spiegare come sia successo. L’inglese e l’italiano convivono nella mia testa, talvolta litigano, ma il mio cervello riesce sempre a capire cosa fare, anche se preferirebbe sempre parlare un mix delle due. Lo sottovalutiamo, il nostro cervello. Se allenato e tenuto in funzione, è capace di cose che neanche ci immaginiamo. Devo ammettere che leggendo questo articolo sui vantaggi dell’essere bilingue mi sono sentita molto intelligente, ma quando penso ai vostri figli, la mia autostima cala. Sapevate che i vostri piccoli sono dei geni in miniatura, apprenderebbero il cinese mandarino in pochi mesi, e alla loro età il cervello è come un piccolo universo prima del Big Bang.. Basta farli tuffare in una lingua straniera!Non siete ancora convinti? GIULIA.

  • Leggete l’articolo qui sotto, tradotto da quello di Heidi Stock (Whistlefritz), diviso in comode FAQ per rispondere ai vostri dubbi.

"E’ stato scritto già molto sui benefici dell’essere Bilingue, così tanto che sembra che i bilingue siano supereroi (non lo sono!). Detto questo, numerose ricerche ormai da anni dimostrano che essere bilingue migliora alcune funzionalità cerebrali e capacità relazionali, e che quindi non si tratta “solo” di imparare a parlare un’altra lingua. In realtà però molti degli articoli e post sull’argomento non parlano di dati precisi, e questo di solito fa storcere la bocca al lettore che diventa scettico sull’argomento. Per questo qui tenteremo di trattare l’argomento “Bilinguismo” in tutte le sue sfumature, fornendo dati e studi che potrete consultare in autonomia. Iniziamo con le domande...

A tutti! Gli studi dimostrano che il bilinguismo apporta vantaggi tangibili in ogni fase della vita, da bambini, adolescenti, adulti o anziani imparare una nuova lingua è sempre un’ottima idea.
I vantaggi vanno dal miglioramento delle capacità cognitive (come la concentrazione, il multi-tasking e il pensiero flessibile) al potenziamento delle skills sociali e relazionali (come l’empatia e la capacità di vedere la realtà da diverse prospettive). I benefici del bilinguismo cominciano in realtà molto prima di quanto si pensi!

Il prima possibile! Esistono studi, come quello della Dott.ssa Janet Werker (University of British Columbia), che dimostrano come i bambini riescano a distinguere le differenze tra le lingue delle persone che li circondano già dopo poche ore dalla nascita. In altre parole, il processo di apprendimento linguistico inizia immediatamente! Il cervello di un bambino possiede infatti un’abilità innata nell’udire, riprodurre e quindi nel distinguere i vari fonemi (tutti gli 800 suoni che sono i “mattoni” delle varie lingue) e riesce quindi a riconoscere molto velocemente quali fonemi appartengono ad una lingua specifica e quali invece ne sono esclusi. E’ probabilmente per questo motivo che i bambini, a differenza degli adulti, riescono a parlare in un’altra lingua senza un accento particolare.
Secondo la Dott.ssa Patricia Kuhl (Institute for Learning and Brain Sciences, University of Washington), i bambini nella fascia d’età da 0 a 3 anni sono i migliori candidati bilingue proprio per questa loro capacità di udire e imparare quei suoni che per noi diventano poi impossibili da riprodurre. I bambini infatti si approcciano ad un linguaggio in modo diverso da un adulto: non ascoltano parole singole ma piuttosto il ritmo e l’intonazione del discorso, sviluppando una “consapevolezza fonologica” del linguaggio a cui sono esposti. Mentre gli adulti percepiscono le parole come “mattoni” della frase, per i bambini i mattoni sono i suoni e le sillabe, che cercano di riprodurre fin dalla prima infanzia.
Ci sono dati che confermano queste affermazioni, e anzi, dichiarano che anche la sola esposizione ad una lingua prima che il bambino inizi a parlare favorisce l’apprendimento di quel linguaggio in tempi successivi, come se i bambini sviluppassero una consapevolezza del linguaggio profonda nonostante non esistano ricordi coscienti. Semplicemente, il cervello processa in modo diverso la lingua a seconda dell’età in cui la acquisisce. Le lingue (o le singole parole) che si imparano presto nella vita stimolano l’attività temporale e la parte più uditiva del cervello e implicano una elaborazione più sensoriale. C’è un elemento meccanico-sensoriale che è tipico dell’apprendimento precoce delle lingue, che sia una o più, non importa. E’ la ragione per cui i bilingui “sanno” che una certa costruzione è giusta o sbagliata ma non sanno spiegare perché.
Tutto questo, al contrario di cosa molti credono, avviene senza che i bambini si trovino in uno stato di “confusione linguistica”, e secondo la Dott.ssa Werker non ci sono assolutamente dati che provino che l’acquisizione contemporanea di due lingue porti ad un ritardo nell’apprendimento della capacità di parlare.

I benefici del bilinguismo sono moltissimi; ci sono quelli ovvi, come essere capaci di comunicare con più persone e conoscere nuove culture, ma ci sono alcuni benefici meno lampanti, come il fatto che i bambini bilingue sviluppano processi cognitivi più efficienti e performano meglio anche in campi non direttamente correlate con il linguaggio. “Il bilinguismo plasma non solo lo sviluppo del linguaggio, ma anche lo sviluppo delle abilità cognitive in generale” Dr.ssa Naia F. Ramirez (Institute for Learning and Brain Sciences).

  • I bambini bilingue si adattano meglio al cambiamento

Gli studi indicano come i bambini cresciuti in famiglie bilingue sono avvantaggiati dal punto di vista del “flexible thinking”, il pensiero flessibile, ovvero la capacità di reagire in modo rapido ed equilibrato al cambiamento. E’ interessante notare come questo vantaggio si trovi anche in bambini con Disturbo dello Spettro Autistico, che spesso hanno difficoltà ad adeguarsi a cambiamenti anche minimi nel loro ambiente di riferimento. I ricercatori della McGill University hanno dimostrato che bambini autistici bilingue (tra i 6 e i 9 anni) riescono meglio (rispetto ai bambini autistici monolingui) nelle attività di “shifting”, ovvero in quelle situazioni in cui viene richiesto di cambiare attività o esercizio.

  • I bambini bilingue risultano avere capacità di “funzionalità esecutiva” migliori

La funzionalità esecutiva è l’abilità di agire adottando comportamenti “goal-oriented”, ovvero orientati ad un risultato specifico; questa abilità si declina in molte “skills”, come la capacità di mantenere la concentrazione, programmare, organizzare, ricordare dettagli, cambiare atteggiamento quando richiesto dalla situazione, essere abili nel multi-tasking, regolare le proprie emozioni etc… Di nuovo, numerosi studi dimostrano che quando i bambini imparano una seconda lingua sono in grado di migliorare le performances in tutte queste abilità, anche quelle non direttamente collegate all’area del linguaggio. Per esempio, un bambino bilingue potrebbe trovare più facile mantenere l’attenzione e concentrarsi durante una lezione di matematica.

  • I bambini bilingue riescono meglio a comprendere il messaggio della comunicazione.

Per comunicare in modo efficiente abbiamo bisogno di molto di più della conoscenza lessicale di una lingua: serve un’intelligenza sociale e emotiva che ci aiuti a capire il messaggio e il significato di ciò che ci viene comunicato. Il significato di un messaggio dipende dall’origine di chi comunica, dalla sua storia. Leggere questi “indizi sociali” tra le righe di una conversazione è fondamentale per capire che cosa l’altra persona vuole comunicarci. In uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Chicago, bambini bilingui e anche bambini che erano esposti ad una lingua straniera senza essere bilingui erano significativamente più bravi a “leggere” la persona che parlava. Nel test un bambino ed un adulto erano invitati a comunicare durante un gioco in cui dovevano muovere oggetti su una griglia. Mentre il bambino poteva vedere tutti gli oggetti, l’adulto poteva vederne solo alcuni. Al comando dell’adulto “muovi la macchina piccola”, il bambino doveva decidere quale delle 3 macchine che vedeva poteva essere la più piccola per l’adulto, il quale non aveva a disposizione tutti gli oggetti del bambino. Doveva quindi immedesimarsi nell’adulto e capire quale per lui era il significato del messaggio. I bambini bilingue riuscivano a capire prima e meglio la prospettiva dell’adulto, visto che come la Dott.ssa Kinzler spiegaI bambini cresciuti in ambienti multi-lingue hanno spesso l’opportunità di capire chi parla quale lingua, chi capisce quale contenuto e chi comunica in modo efficace. Queste piccole ma fondamentali “esperienze socio-linguistiche fanno si che il bambino acquisisca precocemente degli strumenti comunicativi efficaci”.

  • I bambini bilingui possiedono un livello più alto di pensiero prospettico e di “theory of mind”

La “Theory of mind” è un termine molto usato nella comunicazione e si riferisce alla consapevolezza del fatto che le persone intorno a noi si comportano e comunicano secondo i loro valori, conoscenza, emozioni. Il pensiero prospettico è invece la specifica capacità di adottare il punto di vista di un’altra persona. I bambini bilingue, secondo vari studi, riescono a capire meglio dei loro coetanei monolingue a capire il modo di pensare della controparte. I tests si basavano sulla tecnica del “false-belief”, ovvero sulla capacità di capire che un belief, una credenza, può essere diverso dalla realtà.

  • I bambini bilingue hanno ottime capacità di ascolto

I bambini bilingue riescono a concentrarsi meglio e quindi ad ascoltare meglio. In uno studio recente i bambini che parlavano più di una lingua erano significitavimente più in grado di riconoscere voci e identificare lo speaker rispetto ai loro coetanei monolingue. In realtà, i bambini cresciuti in un ambiente bilingue erano già molto capaci di riconoscere voci e persone anche in lingue sconosciute.

Abbiamo visto come i bambini bilingue riescono meglio in test che valutano le capacità cognitive e sociali, ma perché? Cos’è che hanno “in più”? I ricercatori ipotizzano che la chiave di questo mistero risieda nei processi neuronali che i bilingue sviluppano per destreggiarsi tra due lingue in modo continuativo nel tempo. Questi processi sono una sorta di “body-building” per il cervello, rinforzano il cervello e migliorano la sua efficienza. La ricerca mostra che un bilingue non ha un linguaggio “attivo” e uno “dormiente” (come si credeva in passato) ma le due lingue sono attive contemporaneamente. Questo vuol dire che il processo di decisione che porta alla scelta di quale linguaggio usare (e quale non usare) avviene costantemente, ed è un vero e proprio allenamento! Rinforza le funzioni esecutive del cervello che, una volta ben sviluppate, migliorano anche funzioni cerebrali più complesse richieste in situazioni quotidiane che non hanno niente a che fare con le lingue. Secondo la ricerca della Dott.ssa V.Marian e il Dott. A. Shook (ricercatori di linguistica alla Northwestern University) quando una persona ode una parola, non lo fa tutto in una volta ma in una sequenza di suoni. Quindi, prima che la parola sia finita, il cervello inizia a chiedersi che parola sarà, cercando nella sua memoria parole che iniziano con suoni simili. Per le persone bilingue, il cervello in quel caso attiverà entrambe le lingue, cercando parole con suoni simili in due “cassetti” diversi della sua memoria fonetica. Ancora una volta, il cervello di un bilingue lavora due volte, come un bodybuilder che alza il doppio del peso che dovrebbe, il che potenzia in modo formidabile le funzioni cerebrali. Da notare che anche quando uno dei due linguaggi viene usato, l’altro, quello “silente”, è in realtà attivo (si chiama language co-activation), e alcuni ricercatori l’hanno provato monitorando i movimenti degli occhi dei soggetti del test. I nostri occhi infatti, se non li controlliamo, di solito guardano verso quello a cui stiamo pensando. In uno studio recente, i ricercatori hanno confrontato i movimenti degli occhi di inglese monolingue e di bilingue russo-inglese; i soggetti venivano invitati, in inglese, a raccogliere un oggetto da un gruppo di vari oggetti, e quando si chiedeva di raccogliere un pennarello (marker) i soggetti bilingui guardavano sia il pennarello, sia un francobollo, che in russo ha un suono molto simile (marka). Per fare un esempio, è come se chiedessimo ad un bilingue inglese-italiano di indicare una mano, e lui oltre ad indicare la mano guardasse intensamente anche un uomo (in inglese, man).

Si! Imparare una nuova lingua ritarda la manifestazione dei sintomi della demenza senile e dell’Alzheimer di 4 o 5 anni, secondo gli studi. Anche se essere bilingui non significa essere immuni all’Alzheimer, i bilingue che si ammalano mantengono meglio e per più tempo le funzioni cognitive che di solito invece si indeboliscono. Il Dott. F. Jaumont, autore del libro “La Rivoluzione Bilingue”, conferma questi risultati nell’intervista che potete trovare qui

Leggere questo articolo ti ha fatto andare nel panico perché tuo figlio non ha ancora iniziato a imparare una lingua straniera? NO PANICK! Non è MAI troppo tardi per imparare! Secondo uno studio dell’Università di Chicago i bambini che hanno già avuto qualche esperienza con la lingua straniera hanno comunque un’alta possibilità di cavarsela con l’apprendimento di più lingue, e anche con il miglioramento di tutti gli altri processi cerebrali. Come uno sport, l’importante è iniziare ad allenarsi e farlo con costanza, non importa a che livello! Come afferma il Dr. Bialystok dell’Università di York “Più usi una lingua, meglio è. Più bilingue sei…più effetti positivi hai”. Quindi è possibile che bambini che imparano una lingua straniera più tardi o adolescenti che non sono ancora bilingue possano comunque beneficiare di tutti i vantaggi di cui abbiamo parlato sopra.

Non c'è. La meraviglia è proprio questa: tutti, a qualsiasi età, possono diventare bilingue anche se cominciare da piccoli rende tutto più semplice e divertente.